Vittoria a Houston! Sabato incontro a Milano con Valery dei Janitors

Dopo 4 settimane di lotta i Janitors, pulitori e pulitrici, tutti precari e precarie e in gran parte migranti, hanno vinto!
La pressione sociale - ci racconta Valery, loro rappresentante - è diventata per le multinazionali appaltatrici stesse insostenibile.
E’ stata una mobilitazione tenace ed intelligente che ha saputo muoversi su differenti livelli.
Le tradizionali forme di lotta come i picchetti, le occupazioni, gli scioperi sono state inserite all’interno di strategia più ampia che ha posto sotto pressione l’intera filiera appaltatrice ( dalle multinazionali alle agenzie di servizi passando per gli interessi comunali) cercando, con lungimiranza, l’appoggio transnazionale di quelle reti e sindacati che sulle tematiche della precarietà si muovono.

oDesk, forza lavoro globale controllata

oDeskQualche mese fa ha inaugurato un nuovo supermercato online della forza lavoro cognitaria globale e noi siamo andati ad indagare un po' sulle novità che ha da proporci. Non è il primo sito che apre con l'obbiettivo di mettere in collegamento domanda e offerta, ma è il primo che ha recentemente incassato 8 milioni di dollari da Benchmark Capital (che nel passato ha finanziato anche Ebay e RedHat), perchè lo ha considerato un buon investimento. oDesk offre il talento di programmatori, sistemisti, grafici, designers con qualcosa in più rispetto ad altre aziende che si propongono come gestori di outsourcing: il controllo.

Sciopero generale 17 novembre

Flyer scioperoMilano - Lo sciopero generale del sindacalismo di base tutto, contro la finanziaria, per risvegliare questo governo, è un segnale positivo.
Ma siamo convinti che da domani sia necessario impegnarsi per cogliere quella tensione diffusa e quell’insoddisfazione latente dei lavoratori, precari e precarie, nativi e migranti, che l’azione sindacale oggi non riesce a tutelare.

E’ necessario unire le forme tradizionali di supporto e conflitto alle più agili forme di resistenza e di contropiede precario che piano piano, seppur oscurate dai media e da buona parte della sinistra conservatrice, si danno sempre con maggiore insistenza.
L’esperienza di questi anni ce lo conferma: la rassegnazione dei precari è una leggenda.