E tu, hai regalato un'«esperienza»? Come cambia il business del regalo

Space Ship One VirginL'economia e il consumo moderni sono sempre più rappresentati da agenzie che mettono sotto l'albero di Natale «gift certificate», buoni per un viaggio nello spazio, su un Mig-25 o per cavalcare un toro da rodeo. Addio al dono «incartato»

Nel 1999 Joseph Pine e James H. Gilmore, due professori universitari e consulenti di grandi aziende statunitensi, davano alle stampe il libro The Experience Economy (traduzione italiana, L'Economia delle esperienze, Etas, 2000). Un testo importante e molto discusso che prendeva atto di come l'economia e il consumo moderni, soprattutto nei casi di maggior successo, siano sempre più rappresentati non da semplici prodotti o servizi, ma dall'incorporazione in essi di «esperienze». «Il mondo è un teatro e ogni business è un palcoscenico», ne era il sottotitolo.

Babbo Natale ha cambiato casa: abita nel Guangdong

Natale cineseÈ qui, in questa regione cinese, che prendono forma i sogni dei bambini. Se oggi, infatti, il 70 per cento dei giocattoli di tutto il mondo arriva dal Paese asiatico, il 60 per cento della massiccia produzione è concentrato proprio in questa zona, dove vivono circa 85 mila persone e si trovano più di 5 mila fabbriche di giocattoli. Ma dove le condizioni di lavoro, però, sono spesso infernali. Quella delle bambole e peluche è un'industria enorme, che dà lavoro a 3 milioni e mezzo di persone e ha al suo attivo un export di più di 15 miliardi di dollari nel solo 2005 (un aumento del 27 per cento rispetto alle esportazioni del 2004 e si calcola che la cifra per l'anno in corso sia molto simile).

City of gods, una voce della cospirazione precaria

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