L'insostenibile precarietà dei knowledge workers

knowledge workersUna tela tessuta pazientemente, anche se talvolta capitava che ciò che era stato costruito di giorno veniva smontato la notte, dopo una feroce istrutturazione, un contratto di lavoro non proprio edificante o una legge azionale pessima. Fattori che non hanno tuttavia impedito a giornalisti, lavoratori dello spettacolo, insegnanti, docenti a provare a sviluppare un
ordine del discorso «potente» e critico rispetto alle trasformazioni che hanno caratterizzato il capitalismo degli ultimi trent'anni. Punto di partenza è stato il milieu che dava e dà linfa vitale alla MayDay, il primo maggio dei precari che si tiene da molti anni a Milano.

Disinformazione precaria: parliamo di aiuti

Belli i titoloni dei giornali di venerdì e sabato. Ricchi i resoconti degli approfondimenti TV e TG. ‘Aiuti ai precari’, titolava il Corrierone, ‘Ammortizzatori sociali per i precari’ gli faceva eco la Stampa, ‘Sussidi ai precari’ rimbombava il Sole 24 ore seguito da TG1,2,3,4,5 in buona compagnia. Bene, ottimo. Un sospiro di sollievo per tutti precari ed ex precari che si battono per l’ottenimento di diritti e reddito. Peccato che la verità sia esattamente il contrario.

Ma in che paese stiamo vivendo se una raffica di giornali  e tg decidono di diffondere il messaggio che si aiutano i precari mentre in realtà così non è? Ma i giornalisti che scrivono certe notizie hanno mai guardato il sito dell’Inps nella sezione sussidi? Hanno mai letto un contratto di lavoro che non sia quello iperprivilegiato dei giornalisti a tempo indeterminato? Hanno un figlio, o dei nipoti interinali, co.co.pro., a partita Iva a unico committente o in nero?

Sindacato al bivio: tacere o lottare?

sindacatiScioperi, presidi, manifestazioni. Rifiuti e contrapposizioni. La campagna di mobilitazione inaugurata dalla Cgil, aperta dall’inedito sciopero comune di metalmeccanici e statali dello scorso 13 febbraio, può essere interpretata in due modi.  Il primo è quello che traspare dalle parole dei dirigenti sindacali e dei volantini distribuiti in queste settimane: far fallire la riforma del modello contrattuale firmata da Cisl Uil e Governo lo scorso 22 gennaio.