Rischi e vantaggi della "nuova era economica al femminile"

donne al lavoroUn giorno (tra poco, dicono) finirà questa crisi economica. Da quel giorno, in ascensore tornerete a parlare del meteo. E le conversazioni, in generale diverranno più difficili. Godiamocela, quindi, finché è possibile. Peraltro, se siete femmine, avete qualche motivo in più per desiderare che la crisi duri ancora un po'. Infatti, a poco più di anno dalla caduta di Lehmann Brothers, i dati sui licenziamenti parlano chiaro: le imprese hanno tagliato più posti maschili che femminili. Certo, perché noi donne siamo più brave, intelligenti e multilevel. Ma soprattutto perché licenziare un uomo è più conveniente economicamente (lo stipendio portato a casa da lui è sempre maggiore di quello percepito da lei, a parità di mansioni e anzianità). Forse è un risultato meno lusinghiero di quanto si gridi (Time già parla di nuova era economica al femminile, chissà), però siccome noi donne siamo estremamente pratiche, ci conviene portare a casa il risultato, abituandoci al nostro nuovo ruolo: quello di breadwinner (traduzione letterale: vincitore di pagnotta. Traduzione a senso: chi porta a casa la pagnotta). Un ruolo destinato a crescere nel tempo, secondo le stime del Boston Consulting Group, i cui ricercatori hanno stimato che il reddito globale femminile crescerà del 50%, contro una crescita di quello maschile di poco più del 30%. Si tratta di donne che hanno conquistato delle posizioni lavorative e che sono in grado di mantenere la famiglia, anche senza un altro stipendio. In senso un po' più lato, possiamo includere nel numero anche quelle con un compagno dal lavoro meno importante e remunerativo. Quelle che sarebbero in grado di tirare avanti la baracca anche senza di lui. Le capofamiglia. In questo senso di sicuro sono delle breadwinner Angela Merkel e Hillary Clinton e, cambiando totalmente genere, vi rientra pienamente Nicole Kidman coniugata Urban.Se diventassimo come la Merkel È che, quand'anche diventassimo davvero delle breadwinner, quand'anche ci trovassimo finalmente ad avere infranto il tetto di cristallo, sappiamo benissimo che il problema principale da affrontare sarà sul nostro divano di casa: lui. Ogni uomo è progressista. Ha sempre detto che avrebbe appoggiato la vostra carriera, che sarebbe stato felice dei vostri successi e che, accidenti, era proprio un peccato che voi non trovaste una posizione adeguata alle vostre capacità, ma non bisognava farne un dramma. Potevate farcela anche con uno stipendio solo, il suo. Eppoi (questo è il momento consolatorio) magari potessi stare a casa io tutto il giorno e fare lavorare te. Ma queste, lo sapevamo, sono parole. E soprattutto sono parole che non gli vanno ricordate. Mentre una donna che non ha un lavoro ha comunque un'occupazione (la casa e, quando ci sono, i figli) e, in più, trova anche facilmente qualcosa da fare (va all'outlet, fa un altro figlio, ristruttura la casa, impara la cucina rinascimentale, torna in forma con la wii, trova un lavoro meno qualificato rispetto alle sue aspettative dicendosi "pazienza, che ci vuoi fare"), proporgli di occuparsi del menage in attesa di tempi migliori ha lo stesso effetto che discettare in termini men che iperbolici della sua virilità. Si offende, si deprime, si attacca a un social network. Le spese da affrontare Un uomo a casa è un castigo divino. È come se avesse l'influenza, ma peggio. Si lamenta, se la prende con lei, le telefona ventisei volte tipo Attrazione fatale (cosa avrai mai di tanto importante da fare?), la aspetta sotto l'ufficio (diventano gelosi). Farlo ragionare, proponendo delle alternative è, di solito, infruttuoso. E non vale nemmeno il consiglio di approfittarne per aggiornarsi, che so, studiando il cinese mandarino, perché il senso di ingiustizia prevalica ogni altra iniziativa (notate: l'ingiustizia sta soprattutto nel fatto che non abbiano licenziato voi, e tra un attimo dirà pure che esiste un'internazionale femminile che vuole annullare gli uomini. Sì, lo dirà). Ma mettiamo che lui dovesse fare buon viso a cattivo gioco, occupandosi per un po' della casa o dei figli. State per gioire? Potete farlo, a patto di sapere che dovrete prevedere alcune spese: qualche colf per rimettere a posto quello che lui crede di avere messo in ordine, diversi artigiani che riparino i danni che causerà quando si darà al bricolage. Sarà indispensabile anche una tata modello Lady di ferro, visto che pur di tenere buoni i piccini non esiterà a concedere svariate ore tra Transformers e Aristogatti Però poteva andare peggio Se è effettivamente ordinato, sconfinerà nel maniacale, ordinandovi di mettere le pattine, quando rientrerete a casa. Se è portato per la vita domestica vi chiamerà per sapere se preferite pizza o pasta al forno (agli uomini piace cucinare calorico, peraltro abusando di carboidrati). Eppoi che angoscia 'sto rito della cena. Certo, però non bisogna dirlo, ci ha messo così tanto a cucinare il timballo di lasagne con zucca e prosciutto. O vi farà un'improvvisata sul lavoro (dai, ti porto fuori a pranzo) nel giorno clou del vostro calendario lavorativo di sempre. Respirate e pensate che è la giusta vendetta per quando vi siete lasciate scappare la frase più stupida che una donna possa pronunciare "Non mi stupisci mai, non mi fai mai una sorpresa...".Utilità delle bugie "Prima o poi la crisi finirà". E si ritornerà a parlare del meteo. E lui troverà un altro lavoro. Dovrete imparare a dire questa frase in maniera impeccabile: con convincimento e fede incrollabile. Intanto, ovviamente, attivatevi perché la cosa accada. Possibilmente senza che sia palese. Cioè: lui può anche subodorare che c'è il vostro zampino, purché non debba anche esservi riconoscente. Fate di necessità virtù e diventate assennate: dichiarate di essere disinteressate ad abiti costosi, di preferire le vacanze al bio camping piuttosto che nel resort quattro stelle. E prendete esempio dalle breadwinner sopra citate, una per tutte Angela Merkel, che non ha esitato a dichiarare di essere pronta a sacrificare tutto quanto ha faticosamente conquistato - successo, potere, notorietà - sull'altare dell'armonia coniugale. "Per mio marito sono pronta a rinunciare alla politica e al potere". È una bugia, ma mentire potrà tornarvi utile, casomai dovreste veramente salire i gradini e fare carriera.Il bello di essere principe consorte Alcuni (pochi) sanno approfittare della situazione: aprono un blog, vanno con medici senza frontiere, si allenano per la maratona. A coloro che resistono col broncio ricordiamo le parabole di Mr. Merkel o di Mr. Clinton, o di Mr. Kidman. Il primo ha approfittato della posizione della moglie per conoscere persone interessanti che, magari, da professore di fisica non avrebbe mai potuto avvicinare (suvvia, conoscere i vip piace a tutti...) e per ottenere ottimi biglietti per l'opera di Bayreuth, l'altro è diventato filantropo, l'ultimo si è tolto la soddisfazione di essere considerato come musicista. Avere dei vantaggi senza dover faticare, alla lunga, piace a tutti. Per tutto il resto c'è Mastercard. La sua.L'imperfezione del mammoValeria Righini (il vero nome è un altro) ha 40 anni, due figli e un marito. Abita ad Atene, dove ha seguito lui, dirigente di una multinazionale, rimasto poi a casa poco prima della crisi. Così è toccato a lei (ex pubblicitaria, ora ha un importante studio di interior design) mantenere la famiglia assicurando per i figli il tenore di vita di sempre: scuole private, lezioni di tennis, vacanze studio. "Quando ha perso il posto abbiamo pensato "approfittiamone, tanto tra un paio di mesi torna tutto come prima" e, visto che aveva ottenuto una liquidazione importante, ce la siamo un po' spassata. Con la crisi abbiamo capito che non sarebbe stato tutto così facile. Gli stress sono stati pesanti. Lui, abituato a tornare a casa alle dieci, con mille impegni di lavoro, è diventato all'improvviso un mammo. Mi ricordava com'ero io quando, il primo anno dopo la nascita di mio figlio, ero qui senza sapere la lingua, ancora senza lavoro. Sola. Attorno a lui c'è imbarazzo, come se avesse un handicap. Eppoi gli uomini non è che si sfogano, né riescono ad accettare di avere un lavoro diverso, perché si identificano moltissimo con quello che fanno. Comunque piano piano sono subentrari degli automatismi e ora è meno traumatico per lui occuparsi della casa, dei ragazzi. Cucina benissimo, gestisce tutto molto bene. Rimangono delle tensioni tra di noi. Quando torno a casa tardi capisco che ha dei sensi di colpa, gli spiace vedermi così stanca. E so che sotto sotto mi invidia: io lavoro, lui no. Credo che tornerebbe volentieri alla piena occupazione, ma con un altro tipo di consapevolezza, sapendo quel che succede dietro le scene".thanx to Dweb