Che la busta paga sia bianca o blu non ha nessuna importanza per molti imprenditori e lavoratori russi. Almeno finchè i soldi all'interno sono "grigi", cioè vengono pagati nascosti dal fisco. E in tempo di crisi la portata di questo fiume grigio aumenta considerevolmente. Secondo il centro di ricerca dell'agenzia per l'impiego Superjob, sempre più aziende sono pronte a pagare in nero. Solo il 21% dei lavoratori sostiene che non vorrebbe per nessun motivo ricevere lo stipendio in nero. Molti, invece, sono disposti perfino a rinunciare a un regolare contratto di lavoro.
Nel pieno di una crisi finanziaria che ha colpito duramente il paese, la maggior parte dei russi è interessata soprattutto ad avere un posto di lavoro e uno stipendio,. Non importa di che colore. Il numero dei disoccupati aumenta, e ancora più rapidamente cresce la paura di quelli che un lavoro ce l'hanno già ma temono di perderlo. Negli ultimi anni del boom economico il cosiddetto stipendio bianco . la busta paga dichiarata regolarmente - era ancora un buon argomento per convincere una banca a concedere un prestito. Dall'inizio della crisi invece, la maggior parte dei dipendenti russi ha praticamente perso ogni possibilità di ottenere un mutuo. Anche perchè, come ha confermato il ministro delle finanze Aleksej Kudrin, le banche russe hanno troppi debiti: in tutto 151 miliardi di dollari.
Dopo il crollo del regime sovietico, in Russia l'economia sommersa ha svolto un ruolo decisivo. "Già due anni fa era in nero circa un terzo dei redditi russi", ha dichiarato al quotidiano Nezavisimaja Gazeta Aleksej Shevljakov, direttore dell'Istituto per le questioni socio-economiche. Molti lavoratori che guadagnano bene vorrebbero perfino trasferire una parte consistente dei loro redditi all'estero. Per colpa della crisi, inoltre, la maggior parte delle aziende riesce a produrre solo utili evadendo il fisco, anche nel pagamento degli stipendi. Igor Nikolaev, direttore dell'Istituto per le analisi strategiche, è convinto che il peso degli stipendi grigi sia in aumento, anche se non ci sono dati ufficiali.
"il processo è in corso, questo è certo", ha commentato. Leconomista Michail Deljagin ha spiegato che le imprese in Russia sono costrette a risparmiare su tutto " e che non c'è un effettivo controllo da parte del governo". E come se non bastasse, l'anno prossimo la pressione potrebbe aumentare. Il contributo per le spese sociali e sanitarie a carico dei datori di lavoro dovrebbe passare dal 26 al 34%. Il governo, comunque spera che prima di allora la crisi sarà già superata. La riluttanza a pagare le tasse è un problema storico per lo stato russo.
Come i suoi predecessori Boris Eltsin e Vladimir Putin, anche il presidente Dmitrij Medvedev sta cercando di contrastare l'economia sommersa e la corruzione. Sergej Naryshkin, il direttore dell'ufficio amministrativo della presidenza, ha firmato su ordine di Medvedev una disposizione che obbliga chi occupa cariche pubbliche ad alto livello a dichiarare il proprio reddito.
Medvedev è stato il primo a farlo.
Il tempo dirà se la misura è utile. Nel 1997 Eltsin aveva emanato un'ordinanza simile, che però escludeva il presidente e obbligava i ministri solo su richiesta ufficiale dei mezzi d'informazione. In futuro, comunque, anche le mogli e i figli dei dipendenti pubblici di alto livello dovranno dichiarare i loro guadagni e le proprietà. "Spero vivamente che altri seguano il mio esempio" ha detto Medvedev.
Il quotidiano Izvestija ha ricordato che l'attual epresidente ha reso pubblici i suoi guadagni già un anno fa. Allora Medvedev aveva dichiarato di possedere sui suoi conti bancari in tutto 2,7 milioni di rubli (circa 60mila euro) e un appartamento di 367 metri quadrati. Ma neanche questo, evidentemente ha impressionato i cittadini russi.
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