Adieu alle 35 ore settimanali, in Francia l'orario si allunga

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35 oreAddio alle 35 ore. Dopo l'assemblea nazionale, nella tarda serata di mercoledì, anche il senato francese ha approvato il progetto di riforma, voluto dal presidente Nicolas Sarkozy. Con cui viene affossato di fatto (pur senza essere annullato legalmente) il limite delle 35 ore di lavoro settimanale, varato in Francia nel 1998 dall'allora governo socialista di Lionel Jospin.
Al voto di mercoledì ha partecipato solo la maggioranza. L'opposizione socialista ha denunciato «una nuova forma di regressione sociale», e ha annunciato il ricorso al Consiglio costituzionale. Legalmente, il limite delle 35 ore settimanali (1607 ore all'anno) non decade, ma per ogni lavoratore segnerà soltanto il punto da cui fare partire il calcolo degli straordinari. Ogni azienda avrà però la facoltà di negoziare l'orario che ritiene più opportuno, anche in deroga agli obblighi finora fissati per i diversi settori.

E' quanto ha spiegato ieri il ministro del lavoro francese, Xavier Bertrand. «Le imprese - ha detto - non saranno più bloccate dai limiti all'orario supplementare finora previsto». L'allungamento di fatto dell'orario di lavoro - ha spiegato ieri Bertrand a France info - permetterà immediatamente a un imprenditore di superare il monte ore di straordinari (quello fissato a livello di categoria o quello previsto dalla legge). Dovrà farlo negoziandolo con i rappresentanti sindacali dei lavoratori, e gli accordi potranno essere aziendali. Fino ad oggi, per superare il monte ore di straordinari era necessario l'autorizzazione dell'ispettorato del lavoro, che invece con la nuova legge non sarà più necessaria. Il limite obbligatorio alle 48 ore settimanali resta formalmente in vigore, ma è evidente che la legge voluta da un Sarkozy in crisi nera di consensi si muove nella direzione della direttiva europea che ha aperto ad un orario di lavoro fino a 60 o 65 ore settimanali. E del resto era stato lo stesso Sarkò (insieme al nostrano Berlusconi) ad aprire alla deregolamentazione selvaggia in materia di orario di lavoro a livello europeo.

E non è tutto. Il pacchetto approvato due giorni fa dal parlamento francese prevede anche una riforma dei sussidi di disoccupazione, in base alla quale chi rifiuta due «ragionevoli» offerte di lavoro perde i diritti. Un giro di vite arriva anche sul diritto di sciopero: prima di proclamare un'astensione dal lavoro, i sindacati dovranno intavolare «trattative preliminari» con l'azienda (e se a scioperare saranno gli insegnanti, le scuole saranno tenute a garantire accoglienza e custodia dei minori nelle rispettive sedi). Infine le norme sulla democrazia sindacale: in base alla nuova legge saranno riconosciuti come rappresentativi solo i sindacati che avranno raccolto almeno l'8% dei voti espressi al primo turno delle elezioni sindacali. Dure le critiche dei sindacati che avevano già definito «inaccettabile» il pacchetto di misure.

Thanx to Manfo

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