Il sindacato sega l'organizzatore dello sciopero IBM su Second Life
Avevamo seguito con interesse le vicende positive e innovative dello sciopero su Second Life organizzato da Davide Barillari, delegato italiano al Comitato Aziendale Europeo IBM per le 10 aziende del Gruppo IBM Italia (8938 lavoratori rappresentati) - ed eletto nel Comitato Ristretto del CAE IBM. Finalmente un'azione sindacale italiana aveva preso una direzione insolita e positiva, per qualche mese sembrava possibile lo sbarco del sindacato nella società contemporanea. E invece no. Qualche giorno fa ci arriva la notizia che:
"l Coordinamento Nazionale RSU IBM Italia ha approvato il 30/06/2008 una mozione di sfiducia contro Davide Barillari, Rappresentante delle relazioni sindacali internazionali IBM per CGIL/CISL/UIL e rappresentante europeo degli 8938 lavoratori delle 10 aziende del Gruppo IBM Italia."
Ma cos'è successo? Pubblichiamo la lettera scritta da chi supporta Davide che ne racconta le ragioni e risponde alle 5 accuse:
1) PER AVER ORGANIZZATO LO SCIOPERO VIRTUALE IBM SU SECOND LIFE:
Secondo il Coordinamento l'iniziativa e' stata male organizzata, non sono state rispettate le decisioni, ed e' stata diffusa un'interpretazione non condivisa dei risultati. Invece la realta' e' esattamente l'opposto: e' stato presentato al Coordinamento un progetto dettagliato e si e' discusso a lungo di vari aspetti organizzativi. Una tesi di laurea svolta proprio sul primo sciopero virtuale al mondo, (quindi una fonte indipendente ed oggettiva dei fatti) conferma invece che l'organizzazione e' stata assolutamente democratica ed aperta (si sono svolte 20 riunioni ma nessuno del Coordinamento ha mai partecipato, per poi affermare che alcune decisioni non erano state condivise). Riguardo l' "interpretazione dei risultati", i fatti parlano per quello che sono: al primo sciopero virtuale al mondo hanno partecipato 2000 persone da 30 paesi per 12 ore. 900 persone hanno firmato una petizione online per chiedere ad IBM di restituire ai lavoratori italiani il premio di risultato. Il video in 6 lingue che racconta cio' che e' successo il 27 settembre 2007, che si trova su Youtube, e' stato visto da 6000 persone.
Un premio e' stato consegnato dal Senato francese a Davide Barillari e a Christine Revkin –UNI Global Union- in rappresentanza del team internazionale che ha organizzato lo sciopero virtuale, selezionando questa iniziativa fra le 100 iniziative piu' innovative in internet nel 2007. Risultati davvero impressionanti......ma invisibili e addirittura contestati da parte del Coordinamento nazionale RSU IBM. Decine e decine di blog, radio, tv e giornali di tutto il mondo hanno riportato gli avventimenti: cioe' che dopo 20 giorni l'Amministratore Delegato di IBM Italia si e' dimesso, e il Coordinamento ha firmato l'accordo sindacale restituendo il premio di risultato a tutti i 5000 lavoratori italiani. Questi incredibili risultati, che una giornalista di Repubblica ha citato in un recente articolo, sono stati smentiti dal Coordinamento (per altro nemmeno dalla Direzione IBM!) dando ingiustamente la colpa a Davide Barillari.
2) PER AVER GESTITO MALE LE COMUNICAZIONI
Secondo il Coordinamento il Delegato Cae ha fornito "troppe" informazioni. Questo e' il secondo motivo per cui e' stato sfiduciato. Non trovate sia ridicolo ? Al massimo potrebbe essere accusato di non averne date abbastanza, o magari di averne nascoste alcune. Ma non di "fornirne troppe".
Peccato che questo era esattamente il suo ruolo, definito per legge: raccogliere informazioni confidenziali fornite dal mamangement IBM a livello europeo e comunicarle poi ai rappresentanti sindacali italiani. Ruolo che Davide Barillari ha rispettato a pieno, in qualita' di Delegato italiano al Comitato Aziendale Europeo IBM. Ha operato sempre in modalita' trasparente, fornendo per altro relazioni sintetiche al Coordinamento dopo ogni riunione e sottolineando le questioni piu' importanti.
Ma forse nessuno ha mai letto queste relazioni o le ha considerate troppo “impegnative”: di fronte alla criticita' dei dati forniti da IBM in Europa riguardo imminenti ristrutturazioni e delocalizzazioni e' piu' facile non fare nulla e stare zitti, invece che reagire ed impegnarsi a difendere davvero gli interessi dei lavoratori.
3) PER AVER AGITO IN MODO "INAPPROPRIATO" CON GLI ALTRI SINDACATI IBM
Il Responsabile delle relazioni sindacali internazionali IBM e' stato accusato di non aver rispettato "ruoli, relazioni e prassi consolidate". Da quando una prassi consolidata e’ una regola inviolabile ed immutabile ? Se fosse cosi’ saremmo ancora nel pieno del periodo medioevale e il sindacato non esisterebbe nemmeno. Infatti il suo sbaglio e' stato quello di parlare direttamente e apertamente con i lavoratori interessati dalle esternalizzazioni (i colleghi IBM poi trasferiti ad AT&T e RICOH), aver contribuito ad organizzare iniziative di protesta internazionali, ed aver lavorato con gli altri sindacati IBM europei senza chiedere il permesso in carta da bollo a tutte le alte gerarchie sindacali internazionali....ma semplicemente cercando di coinvolgerli attivamente ed in tempi stretti ed informandoli sempre….ma troppo spesso senza ricevere in cambio alcuna risposta. Insomma, ha involontariamente schiacciato i piedi a chi sta in alto, cercando aiuto (invano) da parte loro.
4) PER AVER LAVORATO DA "EUROPEISTA" NEL COMITATO RISTRETTO DEL CAE IBM
Il Delegato e' stato accusato di pensare prima agli interessi dei lavoratori IBM in Europa che agli interessi italiani. E infatti questo e' esattamente il motivo per cui e' stato democraticamente eletto fra i 19 rappresentanti europei IBM all'interno del Comitato Ristretto del CAE IBM: il suo ruolo era portare la voce e gli interessi di tutti i lavoratori IBM in Europa, senza distinzioni o discriminazioni. Ma forse questo importante ruolo di rappresentanza europea toglie troppo "potere" e “visibilita’” ad alcuni anziani rappresentanti sindacali italiani, interessati piu' ai piccoli interessi nazionali che agli interessi di tutti i lavoratori IBM europei.
5) PER AVER GESTITO AUTONOMAMENTE LA RINEGOZIAZIONE DELL'ACCORDO EUROPEO IBM
Il Delegato e' stato accusato di essere stato troppo "autonomo". In realta' ha richiesto molte volte la collaborazione dei suoi colleghi italiani (la Commissione Internazionale) e dei rappresentanti internazionali, ma non e' stato mai supportato seriamente. Barillari stava lavorando, come conferma ufficialmente il Segretario del CAE IBM a nome di tutti i delegati IBM in Europa, in maniera altamente professionale durante la negoziazione dell’accordo e con un enorme impegno personale. Ma forse questo non e' stato "compreso" da parte del Coordinamento....essi sostengono infatti che Barillari sia solo una "scheggia impazzita del sindacato". Invece lui e' esattamente l'opposto: una persona che lavora intensamente e senza alcun interesse personale, in stretta relazione con i colleghi sindacalistiIBM all'estero. Questa e' la colpa che gli viene contestata. Quindi capite che le 5 motivazioni di “sfiducia” contro il nostro Responsabile delle relazioni sindacali internazionali IBM sono pretestuose e facilmente smentibili basandosi sui fatti concreti.
Per leggere i messaggi di supporto e solidarietà e magari inviarne uno, visitate il blog WE TRUST IN DAVIDE e firmate la petizione internazionale.
La muffa, la burokratia e la sete di controllo, caratteristica principale dei sindacati italioti, che di solito riesce a soffocare qualsiasi iniziativa prima che nasca, questa volta mostra tutta la sua potenza distruttrice verso l'unica iniziativa degna di nota negli ultimi mesi.

