Così milioni di donne affrontano Wal-Mart

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walmart womenLa class action può essere considerata uno dei simboli del «sogno americano». La possibilità che hanno i cittadini di associarsi e far valere i propri diritti sulle grandi imprese multinazionali, non può infatti non stuzzicare l'immaginario romantico collettivo. Le azioni collettive, negli Stati Uniti, sono state recentemente disciplinate a livello federale dalle regole di procedura civile. Nel dettaglio, la class action è una azione legale in cui uno o più membri di una «classe» possono agire in nome e per conto della classe stessa. Per classe si intende un insieme di persone con le stesse caratteristiche rilevanti per il processo. Spetta però al giudice stabilire se la causa portata avanti dal singolo, che ha fatto richiesta di renderla collettiva, possiede i requisiti della class action. Se questi sono soddisfatti, la causa diventa di competenza del tribunale federale, anche se le legislazioni molti stati prevedono le class actions a livello locale.

Recentemente, la class action delle donne contro la discriminazione di sesso effettuata dalla mega-catena di supermercati Wal-Mart ha raggiunto la cifra record di 1,6 milioni di aderenti. Anche qui, la causa è stata intentata da X impiegate, che hanno richiesto di rappresentare tutto l'insieme delle donne che dal 1998 hanno lavorato da Wal-Mart, e quindi fatte oggetto di discriminazioni per quanto riguarda la paga, le possibilità di carriera, il trattamento generale. Per far parte della class action, non bisogna quindi provare di aver subito discriminazioni specifiche, basta essere donna e aver lavorato lì. Il concetto è semplice: se si prova che Wal-Mart ha discriminato in base al sesso, tutte le potenziali discriminate dovranno esser risarcite.

La procedura è anche gratuita: gli avvocati infatti si assumono il rischio del successo della causa, in cambio di circa il 20% del risarcimento in caso di vittoria. I risarcimenti sono in genere molto elevati, in quanto in essi è compresa anche una forte componente punitiva.
Le class actions negli Usa hanno sempre avuto un peso rilevante. Ad esempio, la storia dei diritti civili e della lotta alla segregazione razziale passa attraverso la eliminazione, proprio grazie a una azione collettiva, delle scuole separate per bianchi e neri (Brown vs Board of Education). Non c'è però da stupirsi: se mancano lo Stato e la Legge, o se questi si disinteressano dei problemi del cittadino, ci deve pensare il privato a tutelare i propri diritti. In puro spirito liberale anglosassone.
In Europa, il modello che si è andato consolidando è quello seguito anche dall'Italia, ovvero l'obbligo di intermediazione delle associazioni dei consumatori.

Le differenze e i maggiori ostacoli rispetto al modello americano, non devono però far gridare allo scandalo. In un modello legislativo come quello europeo, teoricamente, se una impresa infrange la legge, ci pensa lo Stato a punirla.

Thanx to Manfo

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