Il governo giapponese sta cercando di correre al riparo per arginare la spesa sanitaria obbligando le imprese a tagliare del 25% il dipendenti sovrappeso entro il 2015. Chi non riuscirà a tenere il peso dei propri dipendenti e dei familiari sotto controllo dovrà versare il 10% dei suoi guadagni che finiranno in un fondo per la cura agli anziani. Il mese prossimo ogni cittadino oltre i 40 anni verrà sottoposto ad un test che determina la presenza o meno della Sindrome Metabolica [1], ossia una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare solitamente correlata alla stile di vita e a situazioni tipo obesità, alto colesterolo e pressione elevata. Per gli uomini il numero rivelatore è la circonferenza del girovita, se supera gli 85 cm siamo di fronte a una persona a rischio.
Nella città di Mitsuke sono pure comparsi 5 super eroi di mezza età chiamati "Metabo Rangers" [2] che promuovono uno stile di vita più sano: dopo aver compiuto un corso di educazione alimentare e fitness, i 5 uomini sono diventati i protagonisti di vari programmi televisivi e articoli di giornale per aiutare il governo a diminuire le spese mediche che negli ultimi 10 anni sono aumentate del 23%.
La causa principale di questo tracollo sanitario è dovuta all'adozione di un'alimentazione all''occidentale, al poco esercizio fisico che ha reso la popolazione il 10% più grassa di 30 anni fa. Il Ministero stima che la Sindrome verrà diagnosticata a circa metà degli uomini e al 20% delle donne sopra i quarant'anni.
Invece di tassare le aziende che producono trash food e investire in attività che promuovano lo sport partecipativo o favorire le aziende che decidono di aprire delle mense con cibo ad alto contenuto nutritivo e poco calorico, il governo giapponese ha scelto un'altra strategia, preferisce punirle e rischiare di farle rimanere senza lavoro migliaia di cittadini che finiranno col permettersi solo di mangiare alimenti poco costosi e ricchi di calorie vuote.
Per approfonditre il legame tra economia e aumento di peso è interessante leggere l'intervista del Newsweek [3] all'autore di "The fattening of America.