Eroi per un permesso e un posto fisso

La cronaca ci racconta qual'è la strada più breve per ottenere un permesso di soggiorno e un lavoro regolare. Thomas, ghanese, in Italia da 3 anni senza permesso e lavoratore in nero di un supermercato palermitano, ha sventato una rapina nel suo luogo di lavoro.

Lui ha raccontato al tg5 ""ho visto un ragazzo italiano che minacciava la cassiera. Puntandole qualcosa al fianco sembrava una pistola. È stato un attimo, ho sentito un moto di rabbia dentro... Senza neanche pensare l'ho immobilizzato con un colpo secco al collo, lui è caduto per terra. E io l'ho tenuto fermo per circa 10 minuti fino a quando non è arrivata la polizia. Però pensavo: ma che sto facendo? Non ho documenti sono clandestino... Finirò in un mare di guai. Invece appena sono arrivati gli agenti mi hanno detto bravo, complimenti. E da quel momento mi hanno aiutato ad ottenere il permesso".

Non basta essere ligi lavoratori da oltre tre anni (per chissà quale paga), bisogna dimostrare di rischiare la propria vita, solo allora si è degni di risiedere in Italia e avere un lavoro, con un vero contratto (nella stampa parlano di contratto regolare senza specificare se si tratta di tempo determinato, cocopro, interinale, indeterminato). La legge italiana prevede infatti un bonus premio per chi collabora con la giustizia, si chiama legislazione premiale ed è usata, per esempio, anche con i pentiti di mafia.

L'altro dubbio che ci rimane è che oltre ai "premi" si impegnino a esaudire un suo desidero: "potrebbero riconoscermi e vendicarsi. Sono disposto a fare qualunque tipo di lavoro chiedo solo di permettermi di farlo lontano da Palermo". Sarebbe il minimo.

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