logo
Published on Chainworkers 3.0 (http://www.chainworkers.org)

La santa domenica non piace alla ConfCommercio

By zoekat
Creato 25 Mar 2008 - 14:32

Per il rinnovo del contratto nazionale, scaduto ormai da oltre un anno, hanno scioperato settimana scorsa le lavoratrici e i lavoratori del commercio. Confcommercio, la principale associazione datoriale, ha usato toni sprezzanti, parlando di adesioni allo sciopero del 6, 7%. Altrettanto sprezzantemente aveva inaugurato la giornata, tappezzando gli ingressi dei grandi centri commerciali, con i manifesti con l'annuncio dell'aumento unilaterale di 55 euro che a partire da aprile verrà elargito a tutti i lavoratori.
La cosa sembra invece avere sortito un effetto boomerang, e rimpolpato le fila della protesta in un mondo che si presenta quanto mai sfilacciato e polverizzato. I sindacati di categoria parlano di un'adesione con punte dell'80% alla giornata di mobilitazione. Ma il punto, e anche loro lo sanno, non è la consueta guerra di cifre che ad ogni mobilitazione si registra. Che tanto meno calza alle tante realtà commerciali, dove il ricatto strisciante si gioca sugli alti numeri di contratti a termine, interinali e sull'abuso di part time: naturali "disincentivi" allo sciopero.

Le trattative per il rinnovo del contratto che riguarda circa 2 milioni di persone procedono a rilento, e mercoledì si sono interrotte. I sindacati chiedono un aumento medio di 78 euro - «che però ora, dopo 15 mesi di trattative, dovremo dovremo aggiornare all'inflazione corrente», specifica Ivano Corraini, segretario generale Filcams Cgil. La capofila del fronte padronale, Confcommercio, non sembra spaventata da tale richiesta ma cerca di approfittarne per fare piazza pulita sulla parte normativa. Giocando la possibilità di sfondamento sulla gestione del lavoro domenicale.

Non un tabù per il commercio, e da tempo. Non fosse che, oggi, lavorare la domenica comporta una maggiorazione della retribuzione del 30% (ma nella contrattazione di secondo livello si arriva a percentuali molto più alte, fino al 130%). I commercianti pretendono invece una norma nazionale che obblighi ad almeno 13 domeniche lavorative all'anno, senza maggiorazione alcuna. Forti del fatto che ultimamente diversi contratti di lavoro hanno previsto tale clausula. Di più: a tale fine, muovono anche il grimaldello del riposo settimanale, chiedendo la possibilità di spostare il giorno di riposo normalmente previsto, che cade la domenica, ai 14 giorni successivi. «Decisamente troppo», dice Corraini, anche per un sindacato che radicale mai è stato.
E hanno scioperato anche i dipendenti delle cooperative della distribuzione (Ancc Coop, Ancd Conad, Confcooperative e Agci). Un contratto diverso da quello delle imprese commerciali ma ugualmente scaduto da oltre un anno.

thanx to manfo 


Source URL:
http://www.chainworkers.org/node/529