Chi sta licenziando nel mondo
Starbucks: 600 posti di lavoro in meno
Il colosso commerciale dei caffè Starbucks, che impiega 170 mila persone in tutto il mondo, ha annunciato ieri il taglio di 600 posti di lavoro (220 licenziati direttamente, e 380 posti che non verranno rimpiazzati), un terzo dei quali nel quartiere generale del gruppo a Seattle. Conseguenza soprattutto dei ristagni delle vendite, legato dunque ai segnali negativi dell'economia Usa.
Siemens: 7000 posti di lavoro in meno
L'azienda ha annunciato il suo piano di ridurre la forza lavoro del 40% nella unit di telecomunicazioni di Germania e Brasile per riuscire a venderla meglio sul mercato.
Yahoo: ha iniziato ma non si sa quando finisce
La storica azienda web ha confermato le voci di licenziamenti per un fantomatico "riallineamento strategico delle risorse" per seguire le mutate priorità dell'azienda. L'11 febbraio molti dipendenti negli Stati Uniti hanno iniziato a ricevere la lettera della cessazione del loro lavoro con 60 giorni di preavviso e due mesi di paga per la buonauscita.
Morgan Stanley: 1000 posti
Una tra le più grandi aziende di servizi finanziari ha recentemente deciso di tagliare 1.000 posti di lavoro nella sua divisione mutui residenziali destinata ad essere ridimensionata alla luce della crisi del mercato immobiliare Usa.
Ikea: 74 posti di lavoro in meno
L'Ikea di Bari compie un anno e licenzia 74 persone. Nonostante l'insistenza, la dirigenza del punto vendita continua a non voler incontrare i sindacati per discutere dell'accaduto.
