Passi e Sorpassi
Ci eravamo lasciati a luglio commentando lo spassosissimo protocollo sul welfare del ministro Damiano [a], e riproponendoci di impegnarci sin dalla ripresa della stagione sociale per una mobilitazione continua di matrice autenticamente precaria. Si era paventato il pericolo che la risposta all’indegno protocollo si esaurisse in uno o due manifestazioni/scioperi invernali, il cui esito risulterebbe incerto, come l’esperienza degli anni passati ci insegna. Naturalmente, come preannunciato, questo è il quadro che si è venuto a delineare; la prevedibilità non è dovuta a doti di veggenza, ma al fatto che la fantasia manca da tempo, sia al potere sia al contropotere: gli schemi sono già collaudati nella preparazione e, ahinoi, negli esiti.
L’autunno si promette freddino come il precedente, ed animato principalmente da due costanti: una sinistra che si oppone al governo di cui fa parte ed un’altra che si oppone a chi si oppone. Nel primo caso questa tattica assume forme di resistenza culturale (se non “esistenziale”), prima ancora che politica, da cui discendono le piattaforme omnicomprensive, che qualcuno giustamente definisce evanescenti e le richieste già poco altisonanti che si riducono a piccoli aggiustamenti.
Nel secondo caso, invece, si definiscono piattaforme generaliste, subito accantonate nel momento in cui la questione precarietà viene sorpassata sulla scena mediatica o dalle contingenze politiche. Certo, la voglia di un’opposizione complessiva tende a investire le molteplici insorgenze del corpo sociale, ma pensiamo che la precarizzazione, oltre a essere una questione fondamentale, necessiti di ben altra attenzione e di una chiarezza rivendicativa ben più condivisa e innovativa. Quindi che giunga questa stagione di mobilitazioni [b].
Vogliamo che l’autunno ci lasci una continuità nelle visioni e nelle agitazioni dei precari.
Proponiamo la costruzione capillare e meticolosa di una COSPIRAZIONE PRECARIA che affronti questi punti:
1) una SERIA RIFLESSIONE sul mondo del lavoro, sulla chimera del ritorno al tempo indeterminato e sulle leggende di segno opposto che immaginano la fine di ogni stabilità nel rapporto di lavoro;
2) un ragionamento più pregnante su una politica di CONTINUITA’ DI REDDITO attuabile e virtuosa, incondizionata e su base individuale, ovvero su un’impostazione di welfare che non sia ammortizzazione, né semplice regolamentazione della precarietà, bensì opportunità di scelta, di rifiuto e di conflitto nel lavoro e nel sociale [d]. In altre parole: costruzione di una cassa sociale del reddito in ogni territorio e accesso libero e gratuito ai beni comuni;
3) la formulazione di una serie di OBIETTIVI INTERMEDI, concreti ed attuabili, che limitino il rusa-rusa [c] verso il basso, come l'introduzione di un salario minimo orario e la riduzione delle tipologie contrattuali atipiche. È necessario fornire un’idea chiara e progressiva delle tappe per non cadere nel malinteso delle contrapposizioni generazionali (anziani contro giovani) e contrattuali (atipici contro garantiti);
4) ridefinizione dell’INTERVENTO NEI LUOGHI DI LAVORO, che senza sovrapporsi all’azione dei sindacati (i meglio predisposti), sappia applicare una pressione efficace ove l’azione sindacale è resa impossibile o meno valida dalla natura stessa della precarietà.
5) la riappropriazione di un piano di comunicazione non banale, inteso come capacità di penetrare nel corpo sociale e precario, influenzandolo. Invertendo quella nefasta tendenza che ci vede reagenti più che interagenti rispetto a ciò che ci circonda. È necessario COSTRUIRE DEI RIFERIMENTI continui per chi vive la precarizzazione, senza aspettare le esplosioni sociali, che nel mondo attuale sono eccezione e non regola.
Sorpassando immobilismi e tentennamenti alimentiamo l’intelligenza precaria…
La nostra presa di parola deve farsi forza e ogni visione dev'essere un panorama.
Per parlare di questo e altro Chainworkers e gli Agenti dell'Intelligence Precaria vi invitano ============================================= =============================================
Martedì 25/9/07
in via della pergola 5 (luogo ancora da confermare)
//dalle 19.30 per un aperitivo dialogante e sfarzoso con proiezione del video "Pillole Precarie" Il gusto della rivendicazione in salsa Mayday
//dalle 21.00 A ruota libera -
Ciclo di incontri e scontri sulle ragioni precarie
1° incontro "Affinità e divergenze fra il compagno Cremaschi e noi"
Ospite: Giorgio Cremaschi (Fiom)
=============================================
NOTE
[a] Sul protocollo.
Sul protocollo ci siamo già espressi a luglio e non c’è stato in seguito nessun elemento in grado di farci cambiare idea. Siamo quasi sicuri che le mobilitazioni porteranno a qualche cambiamento, in sede “finanziaria”. Ma visto il punto da cui si parte ogni mutamento non potrà che essere ininfluente in termini generali. Il protocollo fa schifo e costituisce la prova più scandalosa della malafede cantrosinistra. Dopo il pacco Treu, il pacco dei pacchi Damiani. http://intelligence.precaria.org/content/view/274/27/ http://intelligence.precaria.org/content/view/264/27/
[b] Sul 20 ottobre 2007. Sulla manifestazione del 20 ottobre prossimo, spiritica o spiritosa che dir si voglia, si può dire qualcosa di più.
Continua-> http://intelligence.precaria.org/content/view/284/28/#2
[c] Sul rusa-rusa (tormentone precario del 2008), ovvero come anche persone intelligenti non capiscano per niente la precarietà.
Continua -> http://intelligence.precaria.org/content/view/284/28/#3
[d] Sulle politiche del welfare Vorremmo spiegare velocemente come dovrebbe essere impostata, secondo il nostro modesto parere, una politica del welfare che possa opporsi efficacemente alla precarietà.
Continua -> http://intelligence.precaria.org/content/view/284/28/#4
