Domenica ti porterò a... comprare
Il numero del mese di Mark Up, rivista che dal 1994 si occupa delle tendenze di marketing in particolare della grande distribuzione, tratta la controversa tendenza ad aprire i negozi la domenica a partire dai centri commerciali. L'articolo ha come base uno studio portato avanti da Cermes- Bocconi, il centro ricerche sui mercati e settori industriali. I principali oppositori all'apertura domenicale sembrano i cattolici che non vogliono sia introdotta la dolorosa scelta se andare in chiesa o al centro commerciale, seguiti a ruota dai negozi classici che , solitamente a conduzione familiare, non vogliono vedersi anche la domenica occupata dall'attività commerciale. La parte più curiosa dell'articolo riguarda il punto di vista del presidente di Federdistribuzione che dichiara il suo punto di vista. I nostri commenti sono in fondo all'articolo.
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Secondo la ricerca Cermes-Bocconi per Federdistribuzione, il 19% degli intervistati acquisterebbe volentieri il settimo giorno.
La riforma delle aperture domenicali - materia di pertinenza della legislazione regionale crea come sempre accese divisioni politiche: da una parte i sostenitori della liberalizzazione - paladina dei quali si erge Federdistribuzione - insistono sui benefici che deriverebbero all' economia in generale, grazie all'aumento dei consumi e alla qualità della vita in particolare, perchè i cittadini sono pi? liberi di fare la spesa quando vogliono e soprattutto quando possono. Sul versante opposto levano gli scudi i rappresentanti della grande e inossidabile parrocchia italiana, i sindacati e il piccolo commercio, uniti nel coro: "La liberalizzazione uccide il dettaglio tradizionale e mette in discussione l'attuale modello di vita", e - a braccetto - la Chiesa, con la comunità dei credenti i quali reclamano il diritto alla preghiera domenicale, come se parlare con Dio il giovedì o il martedì sia più blasfemo che saltare la Santa Messa della domenica. Queste a grandi linee le posizioni di battaglia. Chi ha ragione? Difficile dirlo. Nel commercio normalmente il cliente ha sempre ragione, e se il cliente non riesce più a fare acquisti durante la settimana - a meno che non sia studente, disoccupato, pensionato, riposato e si muova possibilmente in bicicletta se abita in città - non sarà difficile comprendere le ragioni di chi sa che internet è là a portata di clic per quelli che non hanno voglia di perdere tempo nella ricerca di parcheggio poi nella ricerca dei punti di vendita e poi, ancora, nelle file alle casse. Una cosa è certa: l'estensione degli orari d’apertura degli esercizi commerciali influenza direttamente tre aree:
1) abitudini e comportamenti d'acquisto;
2) flussi logistici e condizioni ambientali;
3) andamento dell'economia in generale.
La ricerca La frequentazione di punti di vendita durante giorni festivi registra livelli consolidati: 42,9% del campione visita con regolarità i supermercati la domenica quando sono aperti - ma soli 14,1% li frequenta "molto spesso" - e il 38,3% si recano con costanza nei centri commerciali. Per quanto riguarda il centro città, la domenica i festivi sembrano incidere molto di più sui visitatori sporadici che sui frequentatori assidui: chi dichiara di andare in centro qualche volta (36%) aumenta del 7,2% rispetto 4,7% di chi ci va molto ,esso (19,9%). Si noti che quasi il 40% o va in centro raramente o quasi mai.. Sarebbe molto peggio se i negozi fossero chiusi: la percentuale di chi non vai mai, o quasi mai, in centro (21,4%) diminuirebbe, infatti, del 5,4%. E' una parziale conferma che gli esercizi commerciali magnetizzano il flusso di visitatori.
Per 8 su 10 (81 %) andare centro con i negozi aperti è più piacevole. Complessivamente, nell'ultimo anno, il 65,4% ha fatto acquisti domenicali nei supermercati, il 56,8% nei centri commerciali, il 54,7% nel centro città, il 39,8% nei mercati ambulanti e il 37,8% nei negozi sottocasa. I prodotti più acquistati sono abbigliamento e calzature (69,1% degli intervistati dichiara di comprare questi prodotti), alimentari (63,5%), elettronica ed elettrodomestici (30,3%), articoli per la casa (24,1 %).
L'opportunità di poter fare acquisti la domenica permette una gestione più rilassata del tempo rendendo la spesa nello stesso tempo più piacevole e razionale. Per il 60,7% acquistare la domenica o giorni festivi è un'attività più tranquilla e permette di vedere e scegliere meglio. Per il 54,8% le aperture domenicali e festive aggiungono un'opportunità di effettuare acquisti che non si potrebbero fare altrimenti. Il 79,7% degli intervistati esprime nel complesso un'insoddisfazione verso la situazione attuale relativa alle aperture domenicali nella propria città. Il maggiore accordo sui tipi d'intervento riguarda, in primo luogo, la richiesta di disponibilità di negozi aperti la domenica: il 79,5% concorda sul fatto che si debba trovare aperta la metà dei punti di vendita della grande distribuzione ogni domenica dell'anno.
Molto alto anche l'accordo sulla programmazione delle aperture domenicali: il 78,1 % considera buona l'idea di aprire alcune domeniche al mese, tenendole poi fisse; il 65,8% ritiene che tutti i punti di vendita dovrebbero aprire in modo coordinato le stesse domeniche. Anche la possibilità che ogni esercizio scelga se rimanere aperto o chiuso tutte le domeniche e poi mantenga ferma questa decisione raccoglie il consenso della maggioranza (61 %).
Ma le abitudini d'acquisto non cambierebbero. Per quanto riguarda la richiesta del numero di aperture domenicali, non valutando il mese di dicembre, il 19,5% degli intervistati vorrebbe tutte le domeniche aperte e il 40,3% due aperture domenicali mensili. Interessante notare che il 51,2% manterrebbe il giorno di spesa abituale anche se i punti di vendita fossero aperti tutte le domeniche.
Dalla ricerca, così come presentata alla stampa, emerge dunque una contraddizione tra le elevatissime percentuali di coloro che auspicano un regime più flessibile in materia di orari e l'effettiva disponibilità a cambiare abitudini di spesa. Se a quelli che non cambierebbero il giorno abituale di spesa (51,2%) si aggiunge il 18,6% di coloro che farebbero qualche volta la spesa di domenica, e il 14,5% di indecisi ("probabilmente farei la spesa la domenica)' si arriva a un 84% di tradizionalisti.
Secondo il presidente di Federdistribuzione e Interdis, Paolo Barberini i benefici dell’apertura domenicale si vedrebbero con:
- Aumento dei consumi per i non alimentari
- Più opportunità per i consumatori
- Crescita dell’occupazione o maggiore retribuzione per gli addetti in organico
- Valorizzazione dei centri citta
- Decongestionamento del traffico dei parcheggi nei giorni feriali
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Proviamo ad interpretare i punti di beneficio elencati da Barberini:
- Tutti a comprare più vestiti e gadget
- I consumatori sono meno stressati e si sentono più liberi di poter placare la sete di acquisto ogni santo giorno della settimana. Ma non è più rilassante fare tutt'altro?
- Sul fatto che l'occupazione cresca abbiamo qualche dubbio... di solito aumentano gli straordinari di chi gia' ci lavora e obbliga i precari ad esserci perchè non possono dire di no. Per quanto riguarda l'aumento della retribuzione, la realtà dei fatti è la paga aumenta solo poco di più dei feriali. Se volete mandarci le cifre della vostra esperienza, scrivetele nei commenti all'articolo.
- Da quando valorizzare il centro città significa aumentare le vendite? Forse confonde il valorizzare con il monetizzare!
- Il traffico si decongestiona nei giorni feriali perchè si può fare la spesa anche la domenica? Bah, questa è veramente utopia. E' più plausibile che avremo la domenica intasata come il sabato...
