logo
Published on Chainworkers 3.0 (http://www.chainworkers.org)

Dove finirà il tuo TFR?

By zoekat
Creato 25 Gen 2007 - 14:49

TFR cosa vuol dire?

Iniziamo dalla semplicità. Ovvero iniziamo a chiamare le cose con il loro nome. Come ci insegna Umberto Eco (uno dei più importanti linguisti italiani), infatti, è da qui che iniziano le prime difficoltà per la gente comune. Mentre un giornalista o un sindacalista danno per scontato che tutti sappiano cosa sia il Welfare o il TFR, l’italiano medio usa parole più pratiche. Termini tecnici, sigle e parole in inglese creano confusione, generano dubbi, in alcuni casi privano la parola stessa del suo reale significato. Trattamento di Fine Rapporto, o meglio Liquidazione, è quella somma oggi accantonata dall’azienda che alcuni lavoratori ricevono quando si interrompe il rapporto di lavoro.
E già qui iniziano le prime divisioni.

Chi ne ha diritto? Io si, tu no e tu ni

Interinali, collaboratori a progetto e partite Iva, soci di cooperativa e collaboratori occasionali non hanno la liquidazione. Ai lavoratori interinali, la liquidazione viene scaglionata nel tempo e inserita nella busta paga mensile. Alla fine del loro contratto non ottengono nessun TFR. Ma cos’è la liquidazione? Soldi, che trovate solo sul lordo della busta paga. Fino al 30.6.2007 rimarranno nelle casse dell’azienda. Entro quella data si dovrà scegliere a chi darli. Banche, fondi gestiti da sindacati o lasciarli all’Inps. Chi lavora in aziende sotto i 15 dipendenti potrà anche decidere di lasciarli al suo datore di lavoro.
La cifra si aggira intorno a una mensilità all’anno. Gli unici lavoratori flessibili a cui viene consegnato il TFR a fine contratto,
sono i quelli assunti a tempo determinato.

Noi vogliamo il tuo TFR

Su questi soldi, di proprietà dei lavoratori, si è scatenato da tempo un appetito famelico. A gestirli saranno i sindacati e le banche. Quasi tutti i media sostengono che cedere il TFR sia un’azione necessaria. Indispensabile a dare una pensione ai giovani. Stiamo pensando al vostro futuro, ripetono tutti in coro. Intanto oggi, banche, finanziarie e sindacati stanno aspettando che il lavoratore faccia la propria scelta. I gestori dei fondi godono di una pubblicità senza precedenti. Sono moderni, brillanti. Hanno la faccia di rassicuranti sindacalisti e di rampanti manager. Promoter pieni di sicurezze e di consigli.
L’INPS invece, sembra una vecchietta. Piena di debiti e di acciacchi, con una miriade di nipotini che le vengono a chiedere soldi in ogni
momento.
Voi, tra i due, a chi scegliereste di affidare i vostri soldi?

E’ nel fondo la tua nuova pensione

La soluzione proposta è: investite la liquidazione in un fondo pensione.
Anche qui le parole sono fondamentali. “Investire” rimanda a un presente certo, quello del versamento di soldi che sono vostri, per ottenere la pensione sotto forma di rendita d’investimento. Un evento futuro e difficile da calcolare. “Investire” è un termine che ha due facce. Nessun investimento è sicuro al 100%. Anzi vedremo in seguito, dalle parole di un alto dirigente della Banca Intesa che ha voluto rimanere anonimo, di come il termine incertezza sia quello più adatto a descrivere un fondo pensione.

Aperto o chiuso?

I fondi pensione sono di due tipi. Aperti alle fluttuazioni del mercato (con tutte le ambiguità che questa parola contiene) e Chiusi,
cioè gestiti da aziende e sindacati insieme.
In realtà, la cessione del TFR a fondi privati è iniziata da almeno 15 anni.
Ci sono fondi chiusi già esistenti in alcuni settori, come per esempio quello Chimico farmaceutico (Fonchim) o quello metalmeccanico (Cometa).
Questi ultimi contengono delle clausole che attenuano (fino a un certo punto) gli effetti di investimenti sbagliati, di perdite improvvise, di eventi imprevedibili. Entrambi però, prevedono limiti a quello che un tempo veniva chiamato l’anticipo della liquidazione. Fino a ieri se dovevate comprare una casa o sostenere delle spese ingenti e documentate, vi anticipavano parte o tutto il TFR. Anche i fondi chiusi consentono questa possibilità ma, di solito, dopo un termine di 6-8 anni dall’inizio del versamento.

Ma chi pagherà le pensioni?

Nessuno ve lo dirà se non a denti stretti. Farete fatica a leggere queste parole su giornali e a sentirle in televisione. La vostra liquidazione verrà investita su di voi, sui vostri consumi, sulle vostre necessità. Sì perchè gli investimenti più sicuri, come ci spiega Pxx, di Unicredit, sono quelli che si muovono nel mercato immobiliare, sui terreni agricoli da rivalutare, nell’acquisto di servizi pubblici come, per esempio, la gestione degli acquedotti e delle infrastrutture stradali. Oppure le vostre pensioni le pagheranno i vostri figli, quando verranno impiegati in agenzie interinali o in cooperative. In
pratica, la rendita del fondo pensione sarà assicurata da tutti noi. Solo che non ce ne accorgeremo o meglio, in pochi se ne accorgeranno.
Le pensioni future si tradurranno in aumenti di luce, acqua, gas. Chi ne gestirà la distribuzione, infatti?
Le liquidazioni verranno investite nel settore immobiliare, facendo aumentare il costo delle case che poi compreremo noi o nel futuro i nostri figli.

Rendite o costi? L’esempio dell’autostrada TI-BRE

Il caso del progetto denominato Tirreno Brennero è tipico di come siano viste queste iniezioni di liquidità in una specifica area economica. Utile a capire uno dei modi in cui verranno investiti i soldi raccolti tramite le banche o i fondi chiusi.
Si tratta di un ampio territorio oggi non toccato da infrastrutture che parte dalla bassa veronese, attraversa il mantovano, il cremonese per poi superare il Po e connettersi all’area parmigiana, l’unica dove i lavori di costruzione sono già stati avviati. Un progetto che ha più di trenta anni e che prevede la costruzione di un’autostrada che colleghi da Verona a Parma, il Passo del Brennero a quello della Cisa.
Nel consiglio di amministrazione dell’Autocisa, la società che ha la titolarità dell’opera siedono tutti, dalle banche, agli amministratori pubblici, agli industriali della zona. Il progetto, già definito, viene definito da tutti i media locali e i politici della zona una grande opportunità di sviluppo economico. In realtà, i terreni su cui passerà la nuova autostrada sono tra i meno costosi di tutta la Lombardia. Di proprietà di aziende agricole in disfacimento o di piccoli proprietari terrieri ben felici di venderli visto il declino della produttività agricola in bassa e media scala. E i soldi? Quelli di ignari cittadini che tra pochi anni vedranno passare a pochi metri dalle loro abitazioni migliaia di auto e TIR. Gli stessi che versano nelle banche della zona, in particolare nella cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, passata a Intesa. Quindi per far fruttare i loro soldi verranno penalizzati sia sotto il punto di vista della qualità della vita, un valore che non è mai quantificato nei bilanci, che dell’innalzamento dei costi delle case. Nella zona di Casalmaggiore, un comune del territorio, dal 2000 gli immobili hanno visto un incremento del 25%, nonostante non sia ancora stato iniziata la costruzione dell’autostrada. Inutile dire che i comuni hanno già previsto cambi di destinazione d’area per i terreni ex agricoli, e sia già pronto un piano di lottizzazione di tutto il perimetro circostante l’autostrada con svincoli, centri commerciali, aree produttive, sotto e sovrapassi. Milioni di metrocubi di cemento.
La società dichiarava, ancora nel 2005 che oltre il 60% delle opere di realizzazione dell’autostrada sarebbero state coperte da fondi pubblici...
 Approfondisci in Intelligence Precaria:


Source URL:
http://www.chainworkers.org/tfr