Dal babyboom ai babylosers la generazione dei perdenti

genrazione ipodSono nati dal '68 in avanti. Sono cresciuti nel comfort della classe media. Hanno studiato in buone scuole e spesso in ottime università. Parlano almeno una lingua straniera, talvolta due. Eppure, oggi si rendono conto che hanno fatto e continueranno a fare una vita peggiore di quella dei loro genitori: con un lavoro meno pagato, con case meno confortevoli ed eleganti, con minore possibilità di viaggiare, consumare, divertirsi.

Censis: in Italia un lavoratore su 4 è precario o in nero

lavoro precarioAttraverso una lunga, complicata indagine-sondaggio condotta in tutti i centri sopra i 10 mila abitanti, il Censis ci racconta un'Italia diversa da quella che ci viene invece dipinta sui giornali. Ci racconta infatti che il primo, quasi unico problema degli italiani è il lavoro. E' il lavoro che non c'è, è il lavoro che anche quando c'è è precario. E' al nero. E' il lavoro che non risponde nè alla propria formazione, nè alla propria aspirazione. E' il lavoro senza diritti. Un'altra storia, insomma, che ci racconta di come la paura, la paura vera sia - per due persone su tre - quella di restare senza un impiego. O di restare precari a vita. La paura del migrante, quando c'è, viene dopo. Molto dopo.

«Troppi infortuni all'Ikea»

ikeaGuerra di cifre e scambi di accuse all'"ultimo scaffale". Nel grande magazzino dell'Ikea di Corsico (Milano), tra enormi corridoi e mobili dai nomi bizzarri, allegre famigliole in gita e coppie sotto stress, esplode l'allarme sicurezza. Sicurezza dei lavoratori, si intende. La protesta è avvenuta qualche giorno fa, il 3 luglio. I sindacati hanno incrociato le braccia per segnalare gli scarsi livelli di tutela della loro incolumità, preoccupati per l'impennata di infortuni all'interno del grosso hangar: troppi infortuni, 33 per la precisione, occorsi ai lavoratori durante l'unico anno di vita della nuova struttura.