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Fumo negli occhi

I valori di fondo che ispirano questa piattaforma - che in ogni caso esprime, proprio in quanto piattaforma, un'impostazione ideologica ben precisa, e questo va fermamente condannato, caro anonimo - eludono del tutto le questioni fondamentali che un sindacato dei lavoratori dovrebbe avere.
Eludono il concetto della difesa reale del potere d'acquisto del salario, in un'ottica strettamente di parte: quella del lavoratore. Il principio di parità ed eguaglianza a cui si richiama il CCNL non può e non deve derogare rispetto agli interessi dell'impresa, che non sono quelli dei lavoratori se non incidentalmente e comunque, dal punto di vista politico, in maniera del tutto strumentale (per la parte padronale).
Eludono il contrasto alla precarietà come forma di distruzione della solidarietà fra lavoratori e di asservimento della vita alle logiche del capitale (alla faccia del vecchio ma comunque valido 8orex3: lavorare, vivere, dormire), ma anzi, nella sua fattispecie legale (la flessibilità), ne sanciscono la validità e ne incentivano l'adozione, individuando esclusivamente strategie d'adattamento e cogestione.
Eludono il problema della rappresentanza sindacale, blindando le decisioni a monte (nelle segreterie), professionalizzando ulteriormente la funzione di delegato, disinnescando quindi qualsiasi forma di lotta dal basso, ma virando decisamente verso la cogestione d'impresa, in cui il capitale sindacale sono i lavoratori: merce di scambio.
Eludono la punibilità delle imprese in termini di sicurezza e inadempienza contrattuale, eludono il richiamo agli strumenti di pressione, quali che siano, in una decisa ottica del "mettemese d'accordo" con la loro controparte (?) padronale, eludono l atutela delle lavoratrici, eludono il tema dello sfruttamento del lavoro migrante, eludono la difesa della qualità della vita soggettiva del lavoratore.
Eludono infine il principio fondatore del sindacalismo: la solidarietà fra i lavoratori, il principio di condivisione degli obiettivi, la difesa degli interessi dei lavoratori, il potere d'interdizione, legale e non, verso lo strapotere del capitale del padronato.
etc. etc.

Le parole di quel documento, che a dispetto di studi poi non così superficiali fatico a tradurre in italiano corrente (e già i gerghi la dicono lunga, dal punto di vista culturale, sul sedimentarsi del professionismo sindacale, del tipo di quello che produce gente come Pietro Ichino...), sono solo fumo negli occhi ai lavoratori.

Sono un lavoratore III livello del settore turismo (receptionist trilingue), con un contratto che scade il 31 gennaio 2009. Ho 37 anni, una laurea con il massimo dei voti e lode, un dottorato di ricerca, e guadagno 1.200 euro e spiccioli. Forse al termine sarò rinnovato a tempo indeterminato, dopo dieci anni di precariato contrattuale, a spasso per l'Italia (Roma, Ancona, Venezia, Milano...). Ho svolto attività d'insegnamento e ricerca nell'Università per dieci anni, senza mai avere la possibilità di trasformare tutto ciò in un lavoro. Alla fine ho mandato tutto a quel paese. Nel mio settore, il turismo, la sindacalizzazione praticamente non esiste, i delegati RSU passano prima dal proprietario, poi vengono a dire e a far firmare quattro cazzate, e poi ritornano dal proprietario...
La mia esperienza del sindacalismo RSU è PESSIMA, sia umanamente che dal punto di vista delle tutele. Per questo sono stato felice d'incontrare gente come quelli della CUB, a cui sto per iscrivermi.

saluti libertari
Linus - Iltrenodinotte

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