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Onda di fallimenti nelle catene americane

foot lockerIl New York Times di oggi apre con la notizia di migliaia di negozi in chiusura in tutto il territorio statunitense. Non parliamo di botteghe a conduzione familiare ma di punti vendita di grandi catene retailer. Prendiamo per esempio Foot Locker, presente anche in Italia, che ha circa 4000 negozi nel mondo specializzati nella vendita di scarpe e abbigliamento sportivo: ha annunciato che chiuderà 140 negozi nel corso di quest'anno (nel 2007 ne ha serrati 274 e aperti 117).

L 'International Council of Shopping Center stima che i negozi che non apriranno le porte nel 2008 avrà un'impennata del 25%. La ragione è semplice anche se drammatica, mancano i soldi e le banche non sono disposte a cacciarne ancora. L'aumento dei costi di cibo e carburante ha tolto l'ossigeno agli esercizi commerciali che vendono abbigliamento, elettronica e arredamento, penalizzando, di conseguenza, le catene specializzate in questi beni di consumo. 

La mancanza di soldi si ripercuote sul network di fornitori di tali catene che stanno lasciando conti aperti nelle aziende di trasporti, costruttori di mobili, manifatture, proprietari di centri commerciali e agenzie di pubblicità!

Il codice federale che regola la bancarotta, stilato nel 2005, ha reso più dure le condizioni e potrebbe forzare le aziende a pagare prima i fornitori piuttosto che gli stipendi dei dipendenti ole promozioni/buoni dati in precedenza ai consumatori. Stiamo a vedere.

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