Mayday

 

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Mayday Parade is the first european self organized demonstration against precarization. Traditionally mayday represented aging unions and the traditional left, both too stale and backward looking to see what the social mobilisations are that society is asking from us. We think that the future lies in developing forms of self-mobilization and production of conflict across wider political spaces, in expressing political and social claims independently - working with existing radical parties and existing radical unions and associations - but as an autonomous force and with new imagery.

  mayday06
2006 - La lotteria
C'e' in gioco la nostra vita? GIOCHIAMOCELA!
La precarieta' trasforma l'esistenza in una lotteria, costringendoci a vivere di speranze, in un gioco fatto di continui "riprova, sarai piu' fortunato". Rompiamo questo meccanismo e riprendiamoci il diritto di scrivere le regole della nostra vita.

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  mayday05
2005 - Le imprescindibili relazioni
Serpica Naro e gli Imbattibili, finte stiliste e supereroici della realtà precaria, sfilate e figurine attiva la complicità fra precari e precarie, sfida il sistema moda e produce i propri immaginari e il proprio senso. Le relazioni si moltiplicano e la Mayday si moltiplica in 20 città europee.

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2004 - L’anno del santo dei precari
Un’apparizione un’invenzione irriverente crea un simbolo, un riferimento condiviso che nell’arco di un anno squarcia il velo del silenzio. Sacconi e Gasparri trovano questa invenzione blasfema. Un’oceano pacifico di precarie e precari (per la prima volta 100mila persone) lo invocano attivandosi e lui, San Precario, apre la 4° edizione della Mayday.
Palermo, Barcellona, L’Aquila proiettano il primo maggio precario  in Italia e in Europa.

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2003 - La precarietà è sociale
Uno striscione, un’intuizione dell’edizione precedente si trasforma in consapevolezza. La comprensione che la precarizzazione è un meccanismo che partendo dal lavoro trascende nel sociale ridetermina  le forme, i modi, le rivendicazioni e la partecipazione nella Mayday.
Un’onda comunicativa senza precedenti attraversa le 50mila persone del primo maggio precario: volantini, manifesti, pamphlet, cartoline, adesivi colorano Milano  e descrivono le conseguenze della precarietà. Le problematiche che riguardano la casa, i saperi, la mobilità, gli affetti sono  visti in modo nuovo, terreni contingui di conflitto ma legati da un medesimo filo conduttore che ridisegna le pratiche e i  luoghi del conflitto.

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  mayday02
2002 - Il ritorno
Snobbbati dai media, guardati con sospetto privi di diritti sindacali e tutele sociali i precari e le precarie ritornano ad invadere Milano. La partecipazione e di quelle importanti. 10mila corpi, anime, storie narrano la propria esistenza e raccontandosi creano. La narrazione crea gli immaginari e con essi la parola precaria si diffonde.

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  mayday01
2001 - La sorpresa precaria
Ebbene siì esistono, primo maggio 001 i precari e le precarie prendono parola, in migliaia invadono le strade di milano. 5 carri allegorici, giocolieri, saltimbanchi della precarietà , cicloequilibrisiti, rispondono esplicitamente a chi crede che la precarietà sia un effetto collaterale del mercato del lavoro (centro sinistra). E a chi crede che il tutto sia un fenomeno congiunturale (centro destra).

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