Houston chiama, Milano Mayday risponde.
Oggi una trentina di precarie e precari, studenti e studentesse dell’Euromayday Network si è presentata nella sede della Hines milanese occupandola simbolicamente per denunciare l'atteggiamento inaccettabile che la multinazionale ha assunto per quanto riguarda lo sciopero dei pulitori e delle pulitrici delle loro sedi a Houston, Texas. L'azione si aggiunge al supporto internazionale che Justice for Janitors sta ricevendo in queste settimane.
La mobilitazione statunitense sta andando avanti da quasi quattro settimane e trova nelle agenzie che collocano i lavoro di pulizia una opposizione durissima.
La parola della Hines ovviamente costituirebbe un indicazione ineludibile per queste agenzie che vivono una situazione di assoluta dipendenza dalla multinazionale.
L’amministratore delegato della Hines italia, Manfredi Catella - fino a qualche istante prima impegnato ma prontamente disponibile dopo essere stato informato della determinazione nell'aspettarlo anche tutta notte - si è incontrato con una delegazione di precarie che gli hanno chiesto di sollecitare la sede centrale della Hines a Houston nell'impegnarsi a risolvere la vertenza, ovviamente con un esito favorevole a pulitori e le pulitrici in gran parte migranti e in toto precari/e.
Lo striscione con il simbolo dei "Justice for janitors" ( Grattacielo e spazzolone ) viene esposto all'entrata della reception mentre un ulteriore striscione ( “Diritti negati la sporcizia continua”) viene appeso all'entrata del palazzo.
Mentre alcuni precari/e volantinano negli innumerevoli uffici la delegazione sciorina all'amministratore delegato quella che potrebbe essere chiamata come “Lezione concentrata di vita precaria e precarietà ad un amministratore delegato”.
La discussione è partita dalle condizioni dei pulitori di Houston sino ad arrivare alla precarietà in stile italiota, passando per l’Euromayday Network, che gli ha permesso finalmente di capire come mai precari e precarie italiani si muovessero in solidarietà con lavoratori che vivono dall’altra parte del globo.
Ci ha confessato di essere al corrente dell’azione analoga che si è svolta qualche giorno fa a Berlino e ha accettato di scrivere e inviare un fax a Jeff Hines (presidente della sede centrale Hines) per rendergli noto della nostra visita e delle nostre richieste.
Dopo un paio di orette il presidio si è sciolto ma ad un "arrivederci" è stato risposto che il rivederci o meno dipende dall'esito della vertenza e non dalla forma cortese del saluto.
http://www.chainworkers.org/
http://www.euromayday.org/
http://www.houstonjanitors.org/
